Eveline Zieringer, tedesca di nascita, vive dal 1973 in Italia, dove oramai si sente “a casa”.
Nel 1983, dopo Brera e la pittura, si dedica attivamente alla ceramica (1984 premio “Città di Como” alla mostra di pittura su ceramica, nel 1987 una sua opera viene scelta per omaggiare 300 giornalisti, nel 1987 la televisione austriaca ORF realizza con lei un documentario sulla ceramica Raku).
Nel 1989 inizia la sua ricerca sulla fusione del vetro, che sarà l’attività prevalente per i 10 anni successivi. Nel 1999, nonostante il fascino del vetro rimanga per lei immutato, riscopre l’antico amore per la ceramica Raku, creata con l’utilizzo dei quattro elementi: terra, acqua, fuoco e aria.
Da allora la sua produzione artistica si svolge su due binari, quello del vetro (sculture, vetrate, lampade, specchi, vasi, piatti) e quello della terra (piccole sculture, quadri, piatti, ciotole ed sopratutto gli originalissimi arazzi nelle più svariate composizioni in Raku e terracotta)
1990
S.Maria delle Grazie, Varenna
Galleria d’arte Zeusi, Monza
“Stile Italia” a Mosca e Varsavia
“Isole d’Italia 90” a Roma, Milano, Torino, Verona
1992
“Italian Craftsmanship on Stage at the Market Theater”
Johannesburg, Sudafrica
Studio Grella, Milano
“The Italian Art of Living” a New York
Villa Zoia, Concorezzo
“Artigianarte”, Monza
1993
Galleria d’arte Zeusi, Monza
S.Maria delle Grazie, Varenna
“Regione Lombardia” a Tokyo
1994
Galleria d’arte Zeusi, Monza
Castello di Carimate
1995
“Artigianarte” a Lublijana, S.Pietroburgo, New York,
1996
“Artigianarte” a Toronto, Canada
1999
“Artigianarte” a Buenos Aires e Città del Messico
2000
Villa Camperio, Villasanta
Galleria artRe, Cernusco Lombardone
2001
Arteexpo Monza
2003
Gallery of Kyoto Traditional Art & Crafts, Kyoto
2004
“Artigianato d’eccellenza” Osaka e Kyoto
Critica pubblicata da Claudia Sala in occasione della mostra in Villa Camperio a Villasanta nel Maggio 2000

Eveline Zieringer, ceramiche e vetri di grande originalità.
Luci, forme, colori: il gesto della mano che plasma la materia. Simboli e suggestioni, immagini che scaturiscono da una forza creativa e da un’energia vitale inesauste. Questo e molto altro ancora è nascosto e si rivela nelle opere di Eveline Zieringer, ospitate in questi giorni negli spazi espositivi di Villa Camperio.
Vetri e ceramiche raku decisamente originali e fuori dalla banalità che, a volte, caratterizza quest’arte definita a torto “minore” arricchiscono le due sale della villa comunale in una successione di luminosità, colori, linee che si snodano una dopo l’altra a creare una sorta di itinerario simbolico che ha nel mandala un soggetto di elezione per quanto riguarda le creazioni in vetro.

Le ceramiche si accostano e si armonizzano in grandi figure geometriche “quadrati o triangoli sospesi, quasi giochi mobili pronti ad essere modellati dall’aria che li circonda) create dall’accostamento di piccole unità modulari che vivono nell’insieme e anche come opere a se stanti.
Cerchi, quadrati, linee geometriche si sciolgono in spirali opalescenti, in grumi di colore che emergono ora sul fondo trasparente e luminoso del vetro, ora dal fondo opaco ma vivo della ceramica raku.
Sono, quella opaca e quella luminosa, due anime, una a fianco dell’altra, una dentro l’altra: due aspetti opposti che si armonizzano nelle varie opere, come nei “divertissement” dal sapore orientale in cui la ceramica si curva e si modella a formare movenze morbide, da mille e una notte o nelle opere in vetro, totem o fiori che si impongono allo spazio di cui raccolgono la luce per renderla poi impregnata di colore e di vita.
Queste due anime rispecchiano un pò la stessa autrice, tedesca di nascita, ma ormai italiana di adozione, che riesce a fondere in una sua personalissima cifra stilistica ricordi dell’arte di area tedesca, con suggestioni tutte mediterranee in un impasto coinvolgente per lo spettatore che si sente come catturato dalla magia di queste forme che, sopratutto nella ceramica, trasmettono l’emozione del gesto della mano che plasma la terra, guidata dall’intuizione creativa.”